19ª Motocavalcata delle Maestà di Varsi: 270 km tra viaggio, enduro e ricariche con la Stark Varg

Dopo l’esperienza al III Memorial Umberto Sala nel parmense con Stark Varg, questa volta abbiamo deciso di partecipare alla 19ª Motocavalcata delle Maestà di Varsi, una classica dell’enduro organizzata dal Motoclub Valceno con circa 100 km di percorso tra boschi, mulattiere, pietraie e panorami dell’Appennino Parmense.

Verso Varsi con moto e auto elettrica

Come già accaduto in altre occasioni, abbiamo deciso di trasformare la motocavalcata in un piccolo weekend fuori porta.

Nel tardo pomeriggio del sabato siamo partiti da casa in due: io alla guida della Stark Varg e mia moglie alla guida della Kia EV6. L’obiettivo era raggiungere Varsi già la sera precedente, evitando inutili corse la domenica mattina e arrivando alla partenza già riposati.

Il trasferimento di circa 85 km è avvenuto interamente su strada. Una soluzione che utilizziamo sempre più spesso: la moto raggiunge la destinazione con le proprie ruote mentre l’auto segue come supporto logistico e come fonte di ricarica grazie alla funzione V2L.

Arrivati a Varsi ci siamo fermati per cena in paese e successivamente abbiamo raggiunto il B&B Relais sul Lago, a poca distanza dalla partenza della motocavalcata.

Una volta arrivati abbiamo lasciato auto e moto nel parcheggio della struttura e ne abbiamo approfittato per ricaricare completamente la Stark Varg utilizzando l’energia della EV6, così da partire la mattina successiva con la batteria al 100%.

È una formula che ormai conosciamo bene e che permette di affrontare eventi lontani da casa senza particolari preoccupazioni legate all’autonomia.

Una scoperta importante: la gomma conta più di quanto pensassi

La vera novità rispetto all’ultima motocavalcata non è stata la moto ma il pneumatico posteriore.

Alla precedente uscita utilizzavo ancora la gomma originale con mescola medium e carcassa molto rigida. Per Varsi ho invece montato una gomma super soft proveniente dalla mia precedente moto.

La differenza è stata enorme.

Per tutta la giornata non mi sono mai piantato e non sono mai caduto. Nei tratti sassosi, nelle salite più smosse e nei passaggi tecnici la Stark Varg sembrava letteralmente salire ovunque.

In diversi punti ho trovato gruppi di moto ferme o in difficoltà mentre io riuscivo a proseguire senza particolari problemi. È stato probabilmente il miglior investimento fatto finora sulla moto.

La differenza rispetto alla motocavalcata di Pellegrino Parmense è stata impressionante. Dove poche settimane prima dovevo prestare molta attenzione alla trazione, qui la moto sembrava avere sempre grip disponibile, anche nelle salite sassose, nei tratti più umidi e nelle pietraie dove altre moto faticavano a trovare aderenza.

La partenza e le altre Stark Varg presenti

All’iscrizione ho notato con piacere la presenza di diverse Stark Varg. Oltre alla mia erano presenti almeno altre tre moto elettriche, segno che qualcosa si sta muovendo anche nel mondo delle motocavalcate tradizionali.

Due piloti avevano organizzato la giornata con generatori trasportati nel furgone e prevedevano di ricaricare durante la pausa al ristoro. Un altro invece aveva pianificato un cambio moto a metà percorso, utilizzando una termica nella prima parte e la Stark nella seconda.

Io sono rimasto fedele alla formula che utilizzo ormai da tempo: una sola moto per tutta la giornata e ricarica durante la sosta al ristoro grazie all’auto di appoggio.

In tanti si sono avvicinati incuriositi dalla moto elettrica e durante la giornata non sono mancati complimenti e domande. Alcuni partecipanti mi hanno fermato semplicemente per chiedere informazioni, altri erano stupiti di vedere una moto elettrica affrontare senza problemi un’intera motocavalcata da circa 100 km.

In un paio di occasioni qualcuno mi ha persino chiesto se fossi la Stark Varg che aveva visto passare poco prima in qualche salita o tratto tecnico. In realtà quel giorno ce n’erano diverse, ma è evidente che ormai queste moto iniziano a farsi notare anche in mezzo a centinaia di enduristi tradizionali.

Due anelli attorno a Varsi

La motocavalcata era organizzata su due grandi anelli con ritorno intermedio nei pressi della Rocca per il ristoro.

Dal centro di Varsi il primo anello si sviluppava verso sud attraversando boschi, mulattiere e diversi tratti pietrosi tipici della zona. Il percorso compiva un ampio giro in senso orario prima di riportare tutti i partecipanti verso il punto di ristoro.

La mattina il ritmo era decisamente sostenuto. Molti dei partecipanti più veloci e più esperti partivano davanti e spesso, sentendo arrivare moto più rapide alle spalle, preferivo accostarmi e lasciarle passare.

Nonostante questo il percorso è stato estremamente divertente. Le varianti hard erano sempre ben segnalate e facoltative, mentre il percorso soft risultava comunque interessante e mai banale.

Nei passaggi più impegnativi ho potuto apprezzare subito il comportamento della nuova gomma. In diversi punti ho trovato moto piantate nelle salite sassose mentre la Stark continuava a salire senza particolari difficoltà.

Dopo circa 45-50 km sono arrivato al ristoro con ancora il 38% di batteria residua.

Ricarica al ristoro: mentre gli altri fanno benzina

La pausa alla Rocca è stata anche l’occasione per ricaricare la Stark Varg utilizzando ancora una volta la Kia EV6.

Mentre mi godevo il ristoro e qualche chiacchiera con gli altri partecipanti, la moto tornava lentamente al 100%.

Chi segue il blog avrà già visto una soluzione simile nel racconto dei 114 km in enduro elettrico con Stark Varg tra Reggio, Canossa e Casina, dove la combinazione tra moto elettrica e auto di supporto aveva già dimostrato tutta la sua praticità.

In realtà sarebbe bastata una ricarica più breve, ma dovendo poi affrontare anche il rientro verso casa ho preferito approfittare della lunga sosta e partire nuovamente con la batteria completamente piena.

La scena ha attirato parecchia curiosità tra gli altri motociclisti e molti si sono fermati a osservare il sistema di ricarica.

Secondo anello: meno traffico e più divertimento

Dopo oltre un’ora di pausa la situazione sul percorso era completamente cambiata.

Il secondo anello si sviluppava principalmente sul lato opposto rispetto al primo, andando a esplorare nuove zone dell’Appennino parmense prima di chiudere definitivamente il percorso con il ritorno verso Varsi.

La maggior parte dei piloti più veloci era ormai lontana e spesso percorrevo lunghi tratti senza incontrare nessuno. Al contrario, in alcuni punti tecnici trovavo piccoli gruppi in difficoltà e riuscivo a superare agevolmente grazie all’ottima trazione offerta dal nuovo pneumatico.

La sensazione generale era quella di una moto estremamente facile da guidare e molto più efficace rispetto alle precedenti uscite.

Quando sono arrivato al termine della motocavalcata avevo ancora circa il 32% di batteria residua.

La fila al distributore e qualche sorriso

Uno degli episodi più curiosi della giornata è avvenuto durante la seconda parte del percorso.

Passando accanto a un distributore ho trovato una lunga coda di moto in attesa di fare rifornimento. Probabilmente era l’unico benzinaio disponibile nella zona.

Io invece sono semplicemente passato oltre.

Dopo la lunga sosta al ristoro e la ricarica effettuata tramite la EV6 non avevo alcuna necessità di fermarmi e ammetto che qualche colpetto di clacson scherzoso è scappato.

È stata una scena divertente: decine di moto in fila per la benzina mentre la Stark era già pronta a proseguire il percorso.

Rientro e bilancio finale

Dopo il pranzo conclusivo siamo ripartiti verso casa.

Come già accaduto sia a Pellegrino Parmense sia nel giro da 114 km tra Reggio, Canossa e Casina, il consumo nel trasferimento di ritorno si è rivelato superiore rispetto all’andata. La moto era completamente coperta di fango, la giornata era stata lunga e il ritmo di marcia leggermente più sostenuto.

Prima di arrivare a casa ci siamo quindi concessi una breve sosta per un gelato, sfruttando l’occasione per effettuare anche una piccola ricarica supplementare. Una pausa di pochi minuti sufficiente per affrontare con tranquillità gli ultimi chilometri e passare anche dall’autolavaggio.

Complessivamente il weekend si è concluso con circa 270 km percorsi tra trasferimenti stradali e motocavalcata.

Ancora una volta la combinazione tra Kia EV6 e Stark Varg si è dimostrata perfetta per partecipare a eventi enduristici lontani da casa senza particolari limitazioni.

Ma il vero protagonista della giornata è stato il nuovo pneumatico posteriore.

Se alla precedente motocavalcata avevo spesso dovuto lottare con la scarsa trazione, a Varsi la sensazione è stata completamente diversa: la moto andava semplicemente dove volevo io.

E quando a fine giornata torni a casa senza una caduta, senza esserti mai piantato e dopo 100 km di fuoristrada, significa che qualcosa ha funzionato davvero bene.

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Dati della giornata

  • Evento: 19ª Motocavalcata delle Maestà di Varsi
  • Percorso fuoristrada: circa 100 km
  • Trasferimento stradale: circa 170 km
  • Totale weekend: circa 270 km
  • Moto: Stark Varg EX
  • Auto di supporto: Kia EV6 con V2L
  • Ricarica intermedia: effettuata al ristoro
  • Cadute: 0
  • Piantate: 0
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